Aeromodelli
Giusto perchè non posso parlare solo di lavoro, vi presento il mio hangar.
La mia collezione di aeromodelli:
Multiplex EasyStar:
Il mio primo modello, una macchina per imparare, praticamente indistruttibile e con il volo più tranquillo e rilassante che si possa immaginare. Il motore montato sulla pinna posteriore garantisce atterraggi in sicurezza anche in caso di un elevato angolo di incidenza col suolo (in pratica, anche sbattendolo a terra di muso). Il muso stesso poi è un blocco monolitico di elapor, fatto apposta per ammortizzare ogni impatto. La macchina ideale per i principianti!
Multiplex MiniMag:
Il mio secondo modello, definirlo un modello sfortunato è quasi fargli un complimento. Progetto che vola benissimo, perfetto secondo passo venendo dall’easystar e entrando nel mondo del volo “3 assi”, gli ho visto fare tutta l’acrobazia base, in mano ad altri.
Nel mio caso, un crash al primo volo (alettoni invertiti, da allora ho imparato a fare i controlli pre-volo), ha causato la rottura del castello motore. L’impossibilità di trovare i ricambi mi ha costretto ad arrabattarmi in qualche maniera, ma il modello non ha mai volato come avrei voluto. E’ finito disperso nella campagna, colpa il vento, colpa la mia inesperienza, colpa la sfortuna cronica del modello (penso più di tutto abbia contribuito però la seconda ipotesi).
Multiplex MicroJet:
Comprato d’impulso sull’onda di una vendita promozionale e tenuto a riposare per mesi è uno dei modelli più divertenti che ho. Dello stesso magico materiale (elapor) dell’easystar è l’unico modello con una motorizzazione a spazzole che possiedo. Anche così, con il motore di serie il piccolo jet azzurro è un missile divertentissimo. E’ passato indenne attraverso dei crash spettacolari e ogni tanto viene riesumato per qualche volo domenicale. Come tutti i progetti Multiplex è fatto per volare senza creare problemi.
GWS Zero:
Il mio primo warbird, un modello al tempo nettamente al disopra delle mie capacità. Incidentato e reincollato almeno una dozzina di volte era quasi impossibile che tornasse a casa senza necessitare di riparazioni più o meno estese. Negli ultimi voli era tenuto assieme strutturalmente dagli adesivi del sol levante sulla fusoliera. Però mi ha dato quel che mi serviva per iniziare a sviluppare un po’ di senso del volo. Cedette tutte le sue parti per la costruzione dell’extra.
Ultrafly Extra 300:
Primo modello cui ho voluto veramente bene. E primo “acrobatico” pieno. Solida costruzione, kit completo ma economico, l’extra 300 della Ultrafly ha ricevuto tutta l’elettronica dallo Zero e ha portato avanti una carriera di volo di tutto rispetto. Ho imparato a farci tutte le figure di base e i primi atterraggi degni di questo nome. Crashato solo due volte (e la prima non pilotavo nemmeno io!), la seconda è stata fatale. Il modello soffriva ancora della mia inesperienza nel montaggio dei kit… ma quanto era divertente da far volare! Questo modello mi manca…
E-Flite Brio 10:
Tuttora il “bello” del mio hangar e sicuramente il modello più “prestigioso” che ho. Curato in tutto il setup, ho cercato di riservargli la migliore componentistica che potessi reperire. Progettato da Quique Somenzini, vola esattamente come te lo puoi aspettare: veloce, aggressivo, pulito e poco perdonabile. Motorizzato in maniera esuberante è comunque al limite dei pesi e si sente alle basse velocità. E’ il modello che tutt’ora rispetto di più, non mi ha mai tradito ma lo tratto sempre con la massima attenzione. Non a caso è il mio modello meno volato.
Greatplanes Yak-54 3D Ep:
Preso per due motivi: perchè bellissimo, perchè Greatplanes. La costruzione e la cura dei particolari sono stupende, partendo dal taglio laser dei componenti in balsa fino alla copertura in oracover trasparente e metallizzata. Il modello vola leggero e prevedibile, plana docile e si offre a qualunque tipo di manovra. Con delle escursioni generose è una macchina da volo 3D, anche se il setup che ho scelto lo rende più un acrobatico tradizionale con un ottimo rapporto peso/potenza. Volato relativamente poco anche questo… troppo bello per rovinarlo.
Robbe Amica:
Il mio primo (a parte l’autocostruito Ciccettilla) modello da 3D. Come capita a molti, dopo aver proclamato più volte che “quelle robe 3D a me non piacciono”, la prima volta che ho provato un modello che superasse il fatidico rapporto 300w per chilo, ci sono cascato in pieno. Escursioni grottesche (oltre 60°), potenza in grado di far partire il modello a candela dalla mano, eliche con rapporto passo/diametro 1 a 2 o meno. Risultato: volo assolutamente irrealistico ma che crea dipendenza. Di sicuro volare con questi modelli aiuta molto a svegliarsi, la bassa velocità e la leggerezza sono una garanzia di manovrabilità, mentre le escursioni e la potenza garantiscono il massimo divertimento. Inoltre, ho iniziato a scoprire a cosa serve il direzionale, oltre che a far girare il modello mentre rulla sulla pista.
Ultrafly P-40:
Il secondo warbird, dopo lo Zero. Approcciato con le stesse paure, ma con un po’ più di esperienza, si sta dimostrando quello che avrebbe dovuto essere lo Zero. Una macchina da puro divertimento e da virate che tagliano a metà tutto il campo. Equipaggiato con un setup che esaltasse al massimo la velocità, privato del carrello per un aspetto più filante, la cosa che mi diverte di più è farlo passare asse pista a tutta manetta, per godermi poi i commenti degli amici su “quanto viaggia questo P-40″. In fondo, è stato pensato apposta per questo.







